34) Sartre. Su Merleau Ponty, i Lager, il comunismo e il fascismo.
Riportiamo questa lettura che profuma ancora dei dibattiti e delle
discussioni appassionate che coinvolsero tanti intellettuali nei
primi anni del dopoguerra..
J.-P. Sartre, Il filosofo e la politica (vedi manuale pagine 434-
435).

 L'esistenza dei campi, egli diceva, permetteva di misurare tutta
l'illusione dei comunisti di oggi. Ma subito dopo aggiungeva: E'
questa illusione che ci impedisce di confondere il comunismo e il
fascismo. Se i nostri comunisti accettano i campi e l'oppressione
 perch essi sono in attesa di una societ senza classi... Mai
nazista si  ingombrato la testa di idee quali riconoscimento
dell'uomo da parte dell'uomo, internazionalismo, societ senza
classi. E' vero che le idee trovano nel comunismo di oggi soltanto
un portatore infedele... resta il fatto che ci rimangono. E
aggiungeva in maniera ancor pi esplicita: Noi abbiamo gli stessi
valori di un comunista... Possiamo pensare che egli li
comprometta, incarnandoli nel comunismo di oggi. Certo  che
questi valori sono nostri e che noi non abbiamo, al contrario,
niente in comune con un buon numero degli avversari del
comunismo... L'URSS si trova grosso modo situata... dalla parte
delle forze che lottano contro le forme di sfruttamento da noi
conosciute... Non bisogna avere indulgenza nei confronti del
comunismo, ma non si pu in nessun caso venire a patti con i suoi
avversari. La sola critica sana  quindi quella che prende di
mira, nell'URSS e fuori dell'URSS, lo sfruttamento e
l'oppressione.
Niente di pi chiaro; qualunque siano i suoi crimini, l'URSS ha
questo temibile privilegio nei confronti delle democrazie
borghesi: l'obiettivo rivoluzionario. Un inglese diceva, a
proposito dei campi: Sono le loro colonie. Al che Merleau
risponde: Quindi le nostre colonie, mutatis mutandis, sono i
nostri campi di lavoro. Ma questi nostri campi non hanno altro
scopo che di arricchire le classi privilegiate; quelli russi sono
forse pi criminali ancora poich tradiscono la rivoluzione; ma
rimane il fatto che sono stati costruiti con l'idea di servirla.
Pu darsi che il marxismo si sia imbastardito, che le difficolt
interne e la pressione esterna abbiano falsato il regime, deviato
le istituzioni, stornato il socialismo dal suo corso la Russia
rimane qualche cosa che non si pu confrontare con le altre
nazioni; non  permesso giudicarla che dopo aver accettato la sua
impresa e nel nome di questa.
Insomma, cinque anni dopo il suo primo articolo, in un momento di
estrema gravit, egli ritornava ai princpi della sua politica: a
fianco del partito, vicino al partito, mai dentro. Il partito era
il nostro unico punto di riferimento; l'opposizione dall'esterno
il nostro solo atteggiamento nei suoi confronti. Attaccare
soltanto l'URSS significava assolvere l'occidente. Si pu trovare
in questo fermo proposito un'eco del pensiero trotskista: se
l'URSS  attaccata, diceva Trotski, bisogna difendere le basi del
socialismo; quanto alla burocrazia staliniana, non tocca al
capitalismo regolare i conti con essa, se ne incaricher il
proletariato russo.
J.-P. Sartre, Il filosofo e la politica, Editori Riuniti, Roma,
1972, pagine 222-224.
